sabato 8 agosto 2009

Cerrando circulos (Paulo Coelho)

E’ sempre importante sapere quando termina una tappa della vita. Se insisti a rinchiuderti in essa più del necessario, perdi la gioia e il senso del resto. Chiudendo cerchi, o chiudendo porte o chiudendo capitoli, l’importante è poterli chiudere e lasciare andar via momenti della vita che si stanno concludendo.

E’ finito il tuo lavoro? E’ finita una relazione? Non vivi più in quella casa? Devi partire per un viaggio? Puoi passare molto tempo del tuo presente nei perché, ritornando con la mente e cercando di capire perché ciò è accaduto.

Il logorio sarà infinito, perché nella vita, tu, io, i tuoi amici, i tuoi fratelli, i tuoi figli, tutti siamo chiamati a chiudere capitoli, a voltar pagina, a concludere certe tappe e certi momenti della vita e a proseguire oltre. Non possiamo stare nel presente avendo nostalgia del passato. E neppure domandandoci continuamente perché. Quello che è successo, è successo. Bisogna staccarsene, bisogna liberarsene.

Non possiamo stare nel presente avendo nostalgia del passato. E neppure domandandoci continuamente perché. Quello che è successo, è successo. Bisogna staccarsene, bisogna liberarsene. Non possiamo restare bambini in eterno, né adolescenti tardivi, né impiegati di imprese inesistenti, né tenere legami con chi non vuole essere legato con noi. I fatti passano e bisogna lasciarli andare.

Per questo a volte è importante distruggere regali, cambiare casa, cestinare lettere, regalare libri. Cambiamenti esteriori possono simboleggiare processi interiori di superamento. Lasciarsi andare, sciogliersi, liberarsi. Nella vita bisogna imparare a perdere e a vincere. Bisogna lasciar andare, vivere solo ciò che abbiamo nel presente.

Il passato è passato. Non sperare che te lo restituiscano, non aspettare che te ne siano grati, non attendere che magari si rendano conto di chi sei,liberati dal risentimento. Pensare e ripensare a quello che è successo, tutto quello che ottiene è farti male, avvelenarti, e amareggiarti. La vita è protesa in avanti, non indietro. Se lasci porte aperte "che non si sa mai" non potrai mai liberartene né vivere l’oggi con soddisfazione.
Un fidanzamento o relazione che non riesci a chiudere? Possibilità di tornare indietro? A cosa? Bisogno di chiarimenti? Parole che non furono dette? Silenzi che ti invadono? Se puoi affrontarli ora, fallo, se no, lasciali andare, chiudi capitoli. Devi dire a te stesso che non ritornino. Però non per orgoglio né superbia, ma per non rimanere intrappolato in quel luogo, in quel cuore, in quella casa, in quell’ufficio.

Non sei lo stesso che eri due giorni fa, tre mesi fa, un anno fa, pertanto non c’è nulla verso cui tornare. Chiudi la porta, chiudi il cerchio. Né tu sei lo stesso, né identico sarà il luogo a cui ritornerai, perché nella vita nulla resta immobile, nulla è statico. E’ salute mentale, amore verso se stesso, liberarsi di ciò che non è più nella tua vita.

Ricorda che niente e nessuno è indispensabile. Nè una persona, nè un luogo, nè un lavoro. Nulla è vitale per vivere, perché quando tu venisti al mondo, giungesti senza questo adesivo. Pertanto, è solo abitudine di vivere attaccato ad esso, ed è frutto di un lavoro personale imparare a vivere senza di esso, senza quello che oggi ti duole lasciar andare.

E’ un processo di imparare a distaccarsi e si può umanamente ottenere, poiché nulla e nessuno ci è indispensabile, perché solo è abitudine, attaccamento, bisogno. Chiudi, ripulisci, demolisci, ossigena, liberati, scuoti via, sciogliti. Vi sono molte parole che significano salute mentale e qualunque sia quella che scegli ti aiuterà definitivamente ad andare avanti con serenità.
Questa è la vita!

(Paulo Coelho)

mercoledì 5 agosto 2009

Telefilm

Tra i telefilm che mi tengono compagnia quest'estate c'è "The district", dove il protagonista è il capo della polizia di Washington Jake Mannion: un tipo "particolare" nei modi come nell'abbigliamente, ma che ha soprattutto ha ben chiaro quello che è giusto e quello che è sbagliato.
Scrivo le due citazioni che preferisco:

"Vedo che tu ignori quello che noi uomini sappiamo delle donne"
"vale a dire?"
"Niente, assolutamente niente."


"Io non dò consigli, racconto solo storie di vita vissuta e trame di film"

domenica 26 luglio 2009

La strada del Davaj

Tutti i giorni sentiamo parlare di guerra. E purtroppo non sono solo parole lontane, ma sono persone, soldati, dolore, magari anche ideali ... e consumiamo o si consumano tante parole per dire se sia giusto o no che ci siano nostri soldati in "quei" posti a combattere o a difendere quei territori e chi ci vive.

Venerdì sera a un concerto, Massimo Priviero ha cantato due sue canzoni che parlano degli alpini italiani mandati a combattere al fronte russo durante la seconda guerra mondiale.
La sua commozione, vera, mi ha fatto ricordare quello che mia nonna mi raccontava della Maria, che aveva avuto il figlio disperso in Russia. Che per tutta la vita non ha mai chiuso la porta di casa quando andava via, perchè "se Carlo ritorna, deve trovare la porta aperta". Ogni volta che mi ricordo di questa cosa, inevitabilmente mi commuovo e penso a cosa poteva provare la Maria tutte le volte che rientrava in casa.

Questa è "Nikolajevka", la canzone che ho riascoltato venerdì. L'altra è quella che dà il titolo al post.
Per tutti i soldati del mondo, ovunque siano.

Ti scrivo dolce vita mia, chissà tu come stai
se ti riscalda il sole, se guardi le tue rose,
se pensi ancora a me
Il tempo qui non cambia mai, e il vento brucia gli occhi
la neve è così bianca, fa così freddo qui a Nikolajevka.
Il capitano dice che arriva chi ci salverà
ci dice “state in guardia...che il nemico è dappertutto,
il nemico, lui non dorme mai”
e fumo quelle che trovo e sogno un po' di vino
e poi parlo da solo e guardo il cielo chiaro
che non tramonta mai, non tramonta mai
e poi vorrei volare via e poi vorrei volare via
volare fino al fiume, volare fino al Piave
che prima o dopo arriverà dove nascono le rose
dove vedrò mia madre e poi...
prendere quel treno che porta a casa tua
e chiederti perdono di questa vacca guerra
che non è colpa mia ....non è colpa mia.....
(Massimo Priviero)

domenica 19 luglio 2009

Piccola saggezza

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cieloper farne ghirlanda
e il cielo vuotonon si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola riempirà l’universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare e tutte le perle verrò a portare davanti a te
e il mare non piangerà di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene non hanno l’incanto
di un solo tuo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterònelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole cattureròe te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d’estateper il caldo non dormi
e se non ti bastaperché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo.

(Stefano Benni)

Geniale! Liberatoria! Verissima!!!!!!!!

lunedì 6 luglio 2009

Dubbi

Non cessare mai di avere dei dubbi.
Quando i dubbi non ci sono più, è perchè ti sei fermata nel tuo cammino.
Allora interviene Dio e smentisce tutto, perchè è in questo modo che Egli controlla i suoi eletti: facendo sì che percorrano, sempre, fino alla ifne il cammino che devono percorrere. Egli ci obbliga a proseguire quando ci fermiamo per qualche ragione - indolenza, pigrizia, o la falsa sensazione che il nostro potere ci è sufficiente.
Ma fai attenzione a una cosa, non lasciare mai che i dubbi paralizzino le tue azioni.
Prendi sempre tutte le decisioni che ti spettano, anche senza avere la sicurezza o la coscienza che stai decidendo correttamente.
(Paolo Coelho - Brida)

Per un po' di tempo sono stata convinta di non avere dubbi, almeno in un certo campo. Poi è successo proprio questo: è arrivato qualcosa (inevitabile) che ha rimesso in gioco tutto, che sicuramente mi sta creando problemi e ansie, ma so che è necessario per riprendere il mio cammino.

lunedì 22 giugno 2009

Sincerità

" Io sono sincero. Dico sempre solo quello che penso"
...ma siccome pensi solo delle cazzate,
sarei più contento se almeno ogni tanto fossi più bugiardo...

Frase sentita in uno spettacolo di Gioele Dix, molto pertinente a alcune persone che io conosco.
E credo che anche voi abbiate qualcuno a cui dedicarla!!

mercoledì 17 giugno 2009

Come il sole all'improvviso

Sono reduce da un periodo molto molto stressante (che purtroppo non è ancora finito...), ma mi è successa una cosa piccola ma bella. L'anno scorso ho deciso di imparare a suonare la chitarra, e sabato abbiamo fatto il saggio di fine anno. Una cosa molto piccola, al mio paese. E il saggio comprendeva anche dei pezzi cantati. All'ultima prova, mi è stato chiesto di cantare, se no sarebbe stato difficile fare quella canzone. E l'ho fatto! Per la prima volta ho cantato da sola, davanti a un pubblico (il teatro era pieno, con mia mamma in prima fila più agitata di me!), con il microfono in mano, con un bell'accompagnamento "live".
La canzone era bellissima, e il pubblico l'ha ascoltata in un completo silenzio.
Lascio qui il testo della canzone, per ricordarmi della soddisfazione provata, del bel momento vissuto in un periodo non felicissimo. Le parole lo spiegano da solo.

Nel mondo io camminerò tanto che poi i piedi mi faranno male
io camminerò un'altra volta
e a tutti io domanderò finché risposte non ce ne saranno più
io domanderò un'altra volta
Amerò in modo che il mio cuore mi farà tanto male che
male che come il sole all'improvviso scoppierà scoppierà.
Nel mondo io lavorerò tanto che poi le mani mi faranno male
Io lavorerò un'altra volta.
Nel mondo tutti io guarderò tanto che poi gli occhi mi faranno male
ancora guarderò un'altra volta.
Amerò in modo che il mio cuore mi farà tanto male che
male che come il sole all'improvviso scoppierà, scoppierà .
Nel mondo io non amerò tanto che poi il cuore non mi farà male.
(Zucchero)

martedì 19 maggio 2009

Il mio stato

So che i prossimi giorni saranno difficili, per le persone che dovrò incontrare, per i ricordi che faranno ripartire e per tutte le speranze deluse che riaffiorano.
E sempre la solita domanda: il mio "stato"cambierà mai?
.
Mi ritrovo a pensare per caso
a quello che un tempo credevo sarei diventato
alla luce di un cerchio che forse speravo
mi avrebbe scoperto trafitto e scaldato
e malgrado i discorsi divisi con te
se allora avrei immaginato davvero che fosse così
e per quanto mi ritenga contento
di avere previsto e voluto il mio risultato
il colore delle mie medaglie
non è mai intonato con quello del mio vestito
il riscatto non abita qui
sapessi ogni tanto godere di essere fatto così
questo stato è il mio stato, ci sono nato,
ci ho lavorato e assomiglia a me
La forma si evolve costante
ma chi è circolare non può diventare quadratol
a dolcezza si perde per strada nella paura di essere ucciso o ferito
SE AVESSI PARLATO CON TE
AVREI MENO SOFFERTO
E FORSE EVITATO DI DIRTELO QUI
E DI DIRLO COSI'
(Niccolò Fabi)

giovedì 14 maggio 2009

Blucerchiata

Ieri sera la mia squadra del cuore ha perso la finale di Coppa Italia, ai rigori dopo 120 minuti di partita. Vivere in un paese del Monferrato e essere una famiglia di piemontesi doc che tifa Sampdoria è abbastanza indicativo della nostra originalità. In paese c'è solo un altro doriano, ma lui aveva vissuto tanti anni a Genova, lo si poteva capire....noi no!
Fu mio padre che quando avevo più o meno 10 anni una sera in cucina disse :"Noi tifiamo Sampdoria". Difficile dire perchè, la versione ufficiale che ricordo era che da giovane aveva visto qualche partita allo stadio e se ne era innamorato. Poco tempo e anche io e mia mamma ne siamo diventate tifose accanite, la mia camera era tutta una bandiera! Anzi, la bandiera è ancora saldamente appesa al muro! Ero facile bersaglio di battutine dai compagni, ma chissenefrega! anzi per me era un segno distintivo, l'ennesima cosa che mi rendeva originale. Quando facevo terza media, la Samp vinse il suo primo e unico scudetto: era il 19 maggio 1991 ed era il giorno della festa del mio paese. Per me il volto dello scudetto è quello del signore doriano che usciva dal circolo alla fine dei 90 minuti: difficile descrivere l'espressione del suo viso che racchiudeva la tensione, la contentezza, l'incredulità...e un milione di altri pensieri.... Quando lo vidi uscire capii che avevamo vinto. E sorrisi. E sono sicura che una lacrimuccia mi stava scendendo...

Ieri erano 15 anni che non mi trovavo così trepidante e emozionata davanti alla tv a guardare una partita. Ad un certo punto del secondo tempo ero così agitata che mi sono messa a stirare e sentivo la telecronaca dalla stanza accanto. Poi quel rigore sbagliato e la delusione. Cavoli (e altro)!! Ma non ero triste. Perchè per me essere arrivati in finale dopo così tanto tempo e aver di nuovo avuto la possibilità, la speranza, l'opportunità di vincere un trofeo è già stato importante. Sentire che ce la potevamo fare, di nuovo, dopo anni e tanti problemi. Certo, vincere sarebbe stato meglio e sicuramente meritato.
L'allenatore Mazzarri, ovviamente rammaricato (per non dir altro!), alla fine ha detto "così è il calcio, anzi così è la vita".
Sottoscrivo. De Gregori docet:

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Difficile spiegare perchè, ma io sono e sarò sempre innamorata della Samp, dei suoi colori, dei suoi tifosi. Ho tanti piccoli e grandi ricordi che legano la mia vita a questa squadra. Di questo ne sono felice.

lunedì 4 maggio 2009

Stand-by

E' un po' che ho lasciato questo spazio e le visite ai miei amici blogger. Non perchè non mi piaccia,non mi faccia più piacere o non mi interessi. Il periodo è complesso e stressante dal punto di vista lavorativo, e poi si aggiungono piccole e grandi "magagne" del vivere quotidiano che ho difficoltà a sopportare e superare. Per questo motivo mi sono un po' chiusa al mondo esterno, trascurando "appuntamenti" importanti, anche se solo mediante blog.
Ma questo periodo passerà, ne sono convinta. E ritornerò, domani o fra una settimana o un mese... con qualcosa da dire e con una nuova e ritrovata voglia di condividere pensieri e esperienze.

Il buio che scava dentro te, è denso e ti fa piangere
è tempo di farlo in silenzio
un lampo le grida intorno a te,
tutto sembrava facile e
tutto ora è fragile e spento
(Subsonica)

domenica 19 aprile 2009

Hurt

I hurt myself today to see if I still feel
I focus on the pain - The only thing that’s real
The needle tears a hole, the old familiar sting
Try to kill it all away but I remember everything

What have I become , my sweetest friend
Everyone I know goes away in the end
And you could have it all my empire of dirt
I will let you down I will make you hurt

I wear this crown of thorns upon my liar’s chair
Full of broken thoughts I cannot repair
Beneath the stains of time the feelings disappear
You are someone else I am still right here


If I could start again , a million miles away
I would keep myself - I would find a way

(Trent Raznor /Johnny Cash)

Oggi mi sono ferito da solo,
per vedere se ero ancora in grado di sentire,
mi sono concentrato sul dolore,
la sola cosa reale.

Ho portato questa corona di spine
sulla sedia di coloro che mi mentono
pieno di pensieri interrotti
che non posso riparare

sotto le macchie del tempo
i sentimenti scompaiono
tu sei qualcun altro
sono ancora quì.


Se potessi ricominciare
a un milione di miglia da quì,
avrei cura di me,
troverei un modo...

martedì 14 aprile 2009

Le vie e i pensieri

Il mio rapporto con la fede è da molto tempo altalenante, e viene messa ancora più alla prova soprattutto nei momenti più difficili, quando assisto a grandi disgrazie come quella in Abruzzo, sia quando persone a te vicine devono affrontare problemi di salute dei loro famigliari senza sapere come fare.
La domanda è sempre la stessa: Perchè?
Durante la Veglia di Pasqua, la liturgia proponeva questa lettura, dal libro di Isaia:

"Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri."
Mi piace molto. Perchè per quanto sia difficilissimo ammetterlo e crederlo, c'è qualcosa (e la si chiami come si vuole) al di sopra di noi che la ragione non potrà mai spiegare.

venerdì 3 aprile 2009

Altrove

....dove vorrei essere, ALTROVE....

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro , quello giusto
Forse, già lo sai che a volte la follia
Sembra l'unica via per la felicità
C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo
Oggi indosso la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco ed esco
Dopo i fiori piantati, quelli raccolti, quelli regalati, quelli appassiti
Ho decisodi perdermi nel mondo anche se sprofondo
lascio che le cose mi portino altrove
non importa dove, non importa dove
Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia per il ritorno
Lascio le parole non dette e prendo tutta la cosmogonia
e la butto viae mi ci butto anch'io
Sotto le coperte che ci sono le bombe
è come un brutto sogno che diventa realtà
Ho decisodi perdermi nel mondo anche se sprofondo
Applico alla vita i puntini di sospensione
Che nell'incosciente non c'è negazione
un ultimo sguardo commosso all'arredamento
e chi si è visto, s'è visto

Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni

(Marco Castoldi)

giovedì 26 marzo 2009

Rispetta le tue radici

<< Ci sono alberi come l’ulivo in grado di vivere centinaia di anni e ci sono erbe che durano appena una stagione; allo stesso modo ci sono radici che pescano nutrimento dall'aria, altre che si ramificano a raggiera appena sotto la superficie del suolo e alcune che hanno bisogno di scendere profondamente nella terra.
Come le piante ciascuno di noi è diverso, ha il suo stile, la sua modalità di nutrirsi delle esperienze della vita, i suoi tempi di crescita, un modo diverso di elaborare i dati, come di arrivare a produrre i suoi frutti. Se non rispettiamo queste peculiarità saremo sempre "fuori centro", privi di sicurezza in noi stessi e di stabilità e dunque perennemente combattuti e irrequieti >>

LA REGOLA:
In tutte le cose che fai, usa come metro soltanto te stesso

(da Riza Psicosomatica)

sabato 21 marzo 2009

Il primo giorno di primavera

Oggi non poteva mancare questa mitica canzone anni '60 dei Dik Dik:

E’ quasi giorno ormai
e non ho tra le braccia che il ricordo di te
ma è tardi devo correre non c’è tempo per piangere.
Salgo sopra un autobus

mentre guardo la gente mi domando perché
mi sembrano tante nuvole che nascondono te.
E’ il primo giorno di primavera

ma per me è solo il giornoche ho perso te.
Qui in mezzo al traffico c’è un pezzetto di verde

ed io mi chiedo perché
mentre nasce una primula sto morendo per te.

No, nessun riferimento particolare a parte il titolo!!

Auguroni a tutti, che la primavera sia una rinascita e porti a tutti fiori nuovi.